PROCEDURE DI ESPORTAZIONE DI MERCI DA UFFICI DOGANALI NAZIONALI –FACILITAZIONI ED INDICAZIONI OPERATIVE IN VISTA DELLA BREXIT. Circolare 49/2020 del 30.12.2020 e FAQ BREXIT del 01.01.2021

In data 30.12.2020 la Direzione Centrale della Agenzia delle Dogane e Monopoli (ADM) ha emesso la circolare 49/2020 (allegata), in cui vengono date indicazioni per la gestione dell’uscita dal mercato unico del Regno Unito della Comunità Europea con effetto dal 01.01.2020.


Inoltre in data 01.01.2020 l’Agenzia delle Dogane ha emesso una lista di FAQ Brexit al fine di chiarire le procedure doganali con il Regno Unito in questo periodo immediatamente successivo  alla stipula dell’accordo.


In particolare desideriamo evidenziare:

L’accordo commerciale si applica in via provvisoria dal 01.01.2021 fino al 28.02.2021.


I Facilitazione Operative:

2. Prove dell’origine preferenziale:


L’articolo 5 della Parte II del Trade and Cooperation Agreement, concordato tra Unione Europea ed il Regno Unito dall’altro, sancisce il principio per il quale, nei reciproci scambi commerciali, sono vietati dazi doganali su tutte le merci originarie delle rispettive parti.

 

Affinché il divieto di imposizione daziaria sia efficace è tuttavia necessario che le merci reciprocamente esportate rispettino tutte le regole di origine che sono enunciate al Capitolo 2 dell’Accordo medesimo.


Al fine di attestare l’origine delle merci oltre che con  dichiarazione da parte dell’esportatore (allegata fine circolare) si potrà usufruire alternativamente, come già previsto nell’accordo tra Eu e Giappone,  la conoscenza da parte dell’importatore che le merci sono originarie dell’UE.


La dichiarazione dell’origine da parte dell’esportatore potrà essere resa direttamente su fattura o su un qualunque altro documento commerciale che accompagna la merce. 



Nella dichiarazione di origine l'esportatore deve indicare il nr di Esportatore Registrato (REX)



Si precisa che, in attesa dell’attivazione del nuovo Portale unionale REX e dell’acquisizione di eventuali ulteriori elementi rinvenienti dall’Accordo in fase di ratifica, coloro che risultino ancora privi del codice REX, potranno rendere la dichiarazione di origine allegata indicando il proprio codice EORI nonché l’indirizzo completo dell’esportatore nel campo “luogo e data” della predetta dichiarazione.


L’EORI è un codice univoco di registrazione che identifica l’operatore economico (nella stragrande parte dei casi Aziende) nei confronti di tutte autorità doganali Europee.


In Italia, per le società giuridiche il Codice EORI e’ costituito dal suffisso  IT + Partita Iva e l’attribuzione è automatica contestualmente alla prima operazione doganale .


 3. Autorizzazioni alla procedura di luogo approvato all’Export.


L’autorizzazione all’utilizzo dei luoghi approvati per il regime dell’esportazione consente la presentazione e la disponibilità per i controlli di merci unionali destinate all’export in un luogo diverso dalla dogana convenuto dall’esportatore .


Le condizioni richieste per il rilascio dell’autorizzazione sono rappresentate dalla continuità delle operazioni di esportazione da effettuare presso il luogo, dal possesso del titolo giuridico per il suo utilizzo e dall’’idoneità del sito per l’effettuazione dei controlli.


Con la procedura ordinaria di autorizzazione  ai fini della verifica di quest’ultimo requisito, l’Ufficio delle dogane effettua sopralluogo fisico presso il sito interessato,i cui esiti sono riportati in un apposito verbale.


Al fine di facilitare le operazioni di esportazione, anche in vista della Brexit ed in permanenza dell’emergenza Covid-19, si ritiene di poter consentire la presentazione di istanza per il rilascio dell’autorizzazione per i luoghi approvati all’export, con richiesta di effettuazione del sopralluogoin modalità semplificata.


In particolare, l’operatore può presentare planimetria e relazione tecnica, redatta da tecnico abilitato, riguardanti il luogo da autorizzare e l’ufficio può procedere alla verifica d’ufficio su base documentale dell’idoneità del luogo ai previsti requisiti di sicurezza fiscale senza lo svolgimento del sopralluogo fisico antecedente al rilascio del provvedimento autorizzativo.


II Adempimenti dichiarativi all’esportazione.  


1. Corretta individuazione dell’ufficio Doganale di esportazione e presentazione delle merci all’ufficio di uscita.


Fatte salve le specifiche situazioni previste nella circolare 49, (pag 6) L’ufficio competente per l’esportazione è individuato in base al luogo in cui è stabilito l’esportatore.


Evidenziamo inoltre che nella specifica situazione di deroga del punto a)

Quando le merci vengono consolidate, imballate o reimballate ai fini del loro trasporto al di fuori del territorio doganale dell’Unione in un luogo diverso da quello in cui è avvenuta la

vendita per l’esportazione: in tali casi è consentita la presentazione della dichiarazione di esportazione presso l’Ufficio dell’Agenzia competente per il luogo in cui le merci sono alternativamente imballate, imbarcate in un porto o aeroporto nazionale ovvero caricate per l’esportazione a mezzo strada o ferrovia, presso qualsiasi dogana nazionale di confine”.


Riportiamo poi particolare attenzione a quanto riportato a pag 7.della circolare in questione:


Una corretta applicazione, da parte degli operatori coinvolti a vario titolo nel processo di esportazione, dei criteri previsti dalla normativa unionale per l’individuazione dell’ufficio doganale competente cui presentare le merci e trasmettere le dichiarazioni doganali per via telematica permette di ridurre i tempi per l’espletamento delle formalità doganali con evidenti benefici in termini di competitività per le aziende italiane esportatrici. La presentazione delle merci e delle dichiarazioni doganali per il vincolo al regime di esportazione presso gli uffici individuati dall’art. 221 del RE consente infatti di decongestionare l’attività degli uffici doganali di uscita, in particolar modo quelli competenti sui porti ove spesso vengono dichiarate merci destinate all’esportazione che avrebbero dovuto essere vincolate presso gli uffici doganali competenti per il luogo in cui l’esportatore è stabilito, con pesanti ricadute sull’operatività delle dogane portuali.


Nella prassi commerciale è frequente il ricorso alla vendita di merci destinate all’esportazione con applicazione della condizione ex works quale termine di consegna pattuita tra venditore e acquirente e che prevede che il venditore si limita a mettere a disposizione dell’acquirente la merce nei locali della propria azienda ed è l’acquirente che si fa carico del trasporto della medesima fuori dal territorio della UE.


Anche in tale circostanza, vanno osservati i criteri enunciati in merito l’individuazione dell’ufficio di esportazione e quindi, salvo il caso in cui la merce venduta per l’esportazione e presa in carico dall’acquirente venga successivamente imballata per essere spedita fuori dal territorio doganale dell’Unione, la dichiarazione doganale deve essere presentata all’ufficio doganale nazionale competente per il luogo in cui è stabilito l’esportatore.

In tale modo, si verrebbero notevolmente a ridimensionare le difficoltà che le imprese nazionali esportatrici incontrano nell’acquisire la prova dell’uscita delle merci richiestadalla normativa nazionale per il riconoscimento del beneficio fiscale della non imponibilità IVA, conseguenza della circostanza che gli adempimenti doganali vengono curati dall’acquirente spesso in uno Stato membro diverso da quello in cui sono stabilite le aziende.


 Altre condizioni di consegna, come quella con resa FCA (franco vettore), consentirebbero al venditore tenuto all’espletamento delle formalità doganali di esportazione, di entrare agevolmente in possesso della documentazione richiesta sul piano fiscale, come in premessa richiamato.


Scarica allegato